La Principessa e il Mare – 12

Il Capitano non esitò: prese una sartia sfaldata e l’attorcigliò al braccio sinistro, prese una rincorsa e si tuffò in quella oscurità fatta d’acqua. Non ricordava se la Principessa sapesse nuotare o meno, francamente non era in grado di ragionare nemmeno, agiva d’istinto come solo un veterano di guerra può fare, e cercava di raggiungere la Principessa la quale sembrava non affogare, ma piuttosto essere sospinta dalle onde. Vassilj nuotava nella stessa direzione, ma le onde, la corrente nel suo caso, lo rispedivano verso lo scafo della nave.

Ancora un onda gigantesca. Stavolta tagliò di fatto i metri che separavano il Capitano dalla Principessa, allontanandoli definitivamente. L’onda fece sobbalzare la nave madre e di conseguenza Vassilj, ancora legato per il braccio, il quale venne proiettato in alto fuori dall’acqua e poi tirato in basso, andando a sbattere, per l’effetto della frustata, contro la chiglia del vascello.

La stessa onda era riuscita a spezzare lo scafo della goletta (gravemente appesantita dal carico), facendo annaspare i marinai tra le onde.

“Uomini in mare! Uomini in mare!” urlavano dal vascello.

Il Comandante Tunen diede l’ordine di recuperarli. Lui stesso si gettò sulla cima che tratteneva per un braccio il Capitano in modo da poterlo issare a bordo.

Il Capitano urlava disperato.

“La Principessa! La Principessa! Una scialuppa per la Principessa!!”.

Tunen abbracciava Vassiljchenko fuori di sé.

“Calmati, Vassilj, Calmati! …Roland, per il Signore, calmati!”

Il Capitano, tiratosi in piedi, incurante del braccio sanguinante era a ridosso del corrimano che dava nella direzione della Principessa.

“Gerard, caliamo una scialuppa, devo salvarla!”. L’unico occhio del Capitano era una voragine grigia di impeto e sgomento.

“Vassilj è inutile. Le scialuppe sono rovesciate in acqua o frantumate. Possiamo solo recuperare i superstiti della goletta. La Principessa è stata trascinata via dalla corrente”.

“Gerard, non capisci… io… io devo proteggerla… L’ho giurato a suo padre, il Re, sul letto di morte… Lei è… è…”.

“E’ finita Capitano. La tempesta è passata, ma si è portata via la Principessa. E’ finita Vassilj”

“No, Comandante Tunen, non verrò meno al mio dovere. Troveremo la Principessa”.

I due stavano dritti su una nave tornata immobile, a fissarsi.

La tempesta era passata, il Mare era calmo ed il cielo aperto e sereno.

Solo in distanza si scorgevano le nuvole nere allontanarsi. E la Principessa con loro.

Forse per sempre.

Forse.

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