La Principessa e il Mare – 4

“Voglio turni di guardia da quattro ore. Due uomini alla porta e due sulle scale. Inoltre cinque soldati sempre pronti ad intervenire. Purtroppo i miei devono riposare dopo due giorni di viaggio ininterrotto. Domani ci muoveremo all’alba. Voglio essere in mare aperto per ora di colazione.” Ordinò il Capitano al comandante “Nel caso ci fosse qualsiasi tipo di richiesta della Principessa, movimento sospetto o foglia che cade fuori posto, voglio essere immediatamente informato. Sa già dove trovarmi comandante”

“Certo Capitano”

“Ah, comandante, come le dicevo, verrà informato chi di dovere per l’ottimo operato. Ma se andasse qualcosa storto, penserò io a giustiziarla sul posto. A più tardi comandante”. E si diresse verso la stanza adibita a riposo, per così dire.

Il comandante, con la schiena che anocora sudava freddo, restò a guardare il Capitano girare l’angolo.

“Maledetto bastardo. Non sei nemmeno un nobile! Solo e soltanto perché sei il Capitano delle guardie scelte dai ordini come un generale. Portati via la tua preziosa Principessa, così che possa ripartire per la caserma domani stesso e lasciare questa topaia di prigione!”. Le parole gli uscirono sommesse con rabbia, ma la schiena la sentiva ancora gelata.

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