La principessa e il Mare – 1

“Come stai?” chiese lei.

“Mah… non saprei bene cosa risponderti…” disse lui.

“Sempre pronto ad agitarti, vedo….”.

“Fai presto tu a parlare”.

“Dai, su, non te la prendere… se non mi preoccupo io per te, chi dovrebbe farlo?”

Il Mare era fatto così: placido, tranquillo e poi, d’un tratto, scuro e tempestoso.

La Terra si lasciava bagnare dolcemente oggi, ma lo vedeva che in fondo era scuro. Lo sentiva tormentato nei suoi abissi.

“Ci pensi ancora? Non dovresti, lo sai.”

“Ohhhhh, come sei noiosa a volte. Tu ti fai andar sempre bene tutto!”

“Non è così, lo sai. Anzi, ultimamente direi che butta male anche per me. Ti dirò che…” , ma si interruppe per via del nuovo arrivato.

“Ecco, ci mancava pure lui adesso!”, il Mare si fece di colpo tutto scuro.

“Ahhhh, vedo che sei di buon umore oggi. Ciao Terra”

“Buongiorno Cielo. Come siamo luminosi questa mattina!”, la Terra sorrise al Cielo, come solo un’innamorata può fare.

Mare e Cielo invece non si sorrisero: erano fratelli, è vero, ma sempre in competizione. Cielo si lamentava sempre che Mare volesse rubargli i colori e Mare rimproverava sempre Cielo di usare la scusa dell’orizzonte per nascondersi alla vista degli Uomini. Questi ultimi allora, per capire dove andava a finire il Cielo, si imbarcavano e salpavano fino alla fine dell’orizzonte, naufragando e maledicendo il Mare per averli traditi. E il Mare ci rimaneva male, perché dava cibo e prosperità ai bravi naviganti.

Insomma, i due fratelli, mal si sopportavano.

“Cos’ha mio fratello da essere così scuro all’alba?” chiese il Cielo alla Terra.

“Ehhhhhh… è per via della Principessa” rispose la Terra.

“No? Ancora? Ma non aveva mica…”

“No, no, niente. Macché, figurati! Se c’è poi una categoria che non sopporto è quella lì”.

La Terra digeriva molto male le principesse. Lei umile e prospera, veniva calpestata con qui tacchi alti e a punta, percorsa in lungo e in largo da quelle pesanti e rumorose carrozze e, come se non bastasse, anziché essere grate, spesso si lamentavano dello sporco o del sudicio del fango. Anche la Terra, come il Mare, si sentiva  amareggiata da quell’atteggiamento ingrato e poco rispettoso.

“Prima o poi faccio un terremoto e mi inghiotto tutti castelli, con re, regine e principesse annesse!” diceva, ma poi, per bontà sua, la Terra li risparmiava e, con umile pazienza, aspettava che qualcuno le rendesse giustizia. Non succedeva quasi mai.

“Dai Mare, non puoi fare così. Ormai è passata, no?”

“Ahhhh, prima la Terra che fa la pesante, ora tu che fai quello leggero. Apposto stiamo!”. Il Mare era scurissimo.

Allora il Cielo, conoscendo bene suo fratello, fece l’unica cosa che sapeva lo avrebbe distratto.

“Scusa, ma com’era la storia? Di preciso intendo: sai come sono, ne vedo talmente tante da quassù.”

“E va bene.” Disse il Mare “te la racconterò ancora una volta”.

Il Mare si fece di colpo limpido e prese a raccontare.

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1 Commento

  1. Luca

     /  20 settembre 2012

    Bravo

    Mi piace

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